di Tommy Totaro
Sui gruppi di quartiere qualcuno lo ribattezza ironicamente “il lago di Como”. Ma dietro le battute cresce la preoccupazione: «Non possiamo aspettare che accada qualcosa di grave».
È bastata ancora una volta la pioggia per trasformare il raccordo Soccavo-Vomero in un percorso a ostacoli.
Questa mattina, nelle prime ore della giornata, un nuovo allagamento ha provocato rallentamenti e lunghe code, con numerose auto costrette a procedere lentamente lungo il tratto interessato dall’acqua.
Una scena che, secondo le numerose segnalazioni ricevute dagli abitanti di Soccavo attraverso il nostro numero WhatsApp, non sarebbe affatto nuova.
E così, nei gruppi di quartiere, è comparsa anche una definizione ironica quanto amara: “il raccordo di Como”.
Ma questa volta, dietro l’ironia, c’è soprattutto la rabbia.

I residenti chiedono perché un problema che si ripresenta in occasione degli episodi di maltempo continui a creare disagi alla circolazione e, soprattutto, perché non si arrivi a una soluzione definitiva.
Il punto non è soltanto il traffico. È la sicurezza.
Una carreggiata allagata può rendere più difficoltosa la guida, soprattutto quando l’acqua si accumula in quantità considerevoli e la circolazione è intensa. È proprio questo uno degli aspetti che maggiormente preoccupa chi percorre quotidianamente il raccordo.
Tra le segnalazioni arrivate alla nostra redazione emerge una domanda che ormai sembra essere diventata inevitabile:
Chi dobbiamo aspettare per prendere seri provvedimenti?
I cittadini chiedono controlli, manutenzione e interventi capaci di affrontare il problema alla radice, anziché ritrovarsi a gestire ogni volta le conseguenze dell’allagamento.
Non è una richiesta di poco conto. Quando una strada strategica per la mobilità del quartiere si trasforma periodicamente in una lunga distesa d’acqua, il disagio per gli automobilisti si somma alle preoccupazioni legate alla sicurezza.
E proprio per questo i residenti chiedono che si intervenga prima, non dopo un eventuale incidente.
Nessuno può sapere se e quando una situazione del genere possa provocare conseguenze più gravi. Ma è proprio la prevenzione il punto sollevato dai cittadini: aspettare che succeda qualcosa prima di intervenire non può essere la soluzione.
Questa mattina il raccordo Soccavo-Vomero è tornato a riempirsi di acqua, auto e proteste.
La domanda, invece, resta ancora senza risposta:



