L’arte del disegno sulla pelle
Friz Tattoo, dal 1994 ha lo studio in via Paolo Della Valle a Soccavo. Nell’ambiente è tra i più conosciuti e stimati. Una passione trasmessa al figlio.
di Tommy Totaro
Tatuare è un’arte?
Sì, tatuare è un’arte. Ogni disegno racconta qualcosa di unico e personale. È una forma di espressione che unisce creatività tecnica e passione.
Cosa pensa di chi lo fa solo per guadagnare, senza metterci passione?
Credo che la passione sia fondamentale. È ciò che rende questo mestiere vivo e sempre interessante. Quando metti passione il cliente lo percepisce, e il risultato finale è sempre soddisfacente.
Si lasciano tatuare di più gli uomini o le donne?
Oggi direi che siamo quasi alla pari: un cinquanta e cinquanta. Non c’è più una grande differenza, perché il tatuaggio è ormai diventato un linguaggio universale.

Il tatuaggio più piccolo che ha realizzato?
Una volta, una ragazza mi ha chiesto di tatuarle un neo di bellezza. Un lavoro piccolo, ma molto particolare.
Il più grande?
Difficile dirlo con precisione, ma ho realizzato diverse schiene complete e progetti molto ampi su gambe. Sono lavori lunghi e impegnativi, ma che mi hanno dato grande soddisfazione.
Cosa rispondere a chi si lamenta dei costi?
Tatuarsi è una scelta. Se un tatuaggio sembra caro, si può semplicemente non farlo. Nel mio studio ho appesa una frase che fa sorridere ma penso dica la verità: “Lo sparagno non è mai guadagno.” Penso renda bene l’idea: la qualità ha un valore.

Le tre regole da rispettare sempre?
Ognuno ha le proprie, ma per me le più importanti e oserei dire universali sono: 1) Rispetto per la salute e l’estetica del cliente. 2) Professionalità e competenza in ogni fase del lavoro. 3) Cura e pulizia dello studio, per garantire sempre tranquillità e sicurezza.
Come ci si comporta con chi ha cambiato idea e vuole delle modifiche?
Per fare un tatuaggio bisogna essere davvero convinti e, proprio per evitare ripensamenti, facciamo diverse prove con lo stencil, che possiamo riposizionare finché il cliente non è pienamente soddisfatto. In caso di modifiche successive, si può intervenire con una copertura. Mi è capitato tante volte che un cliente tornasse da me dicendo: “Avevi ragione tu.”
Il tatuaggio più strano che le hanno chiesto?
Non credo esista un tatuaggio “strano”. Ogni tatuaggio è al tempo stesso normale e particolare. In realtà, sono le persone ad essere ‘strane’, ma forse è questo il bello del mio lavoro.

Quella volta che ha dovuto dire no?
Una volta si presentò in studio un padre con suo figlio di 12 anni, chiedendomi di tatuarlo. Nonostante la sua insistenza e il fatto che dicesse di poter decidere lui, mi sono rifiutato. A quell’età non è giusto imprimere qualcosa di indelebile sulla pelle.
Lei ha tatuaggi?
Direi di sì!
Chi glieli ha fatti?
Per lo più amici, mio figlio (che è tatuatore a sua volta) e qualcuno anche io stesso.

Chi sono i tatuatori più bravi al mondo?
Non credo esistano tatuatori “più bravi” in senso assoluto. Ognuno ha la propria cultura, il proprio stile e il proprio linguaggio. Più che di “migliori”, parlerei di maestri. I miei punti di riferimento sono stati Hoffman e Fiorini.
Dove ci si aggiorna?
Alle convention. Sono momenti di un sano confronto. È lì che si cresce davvero.

I ferri del mestiere sono sempre gli stessi o sono cambiati nel tempo?
La base è la stessa, ma la tecnologia ha fatto passi da gigante. Oggi le macchinette sono ricaricabili, leggere e all’avanguardia, ma il principio e la struttura sono gli stessi.
Nel suo studio, oltre a realizzare splendidi tatuaggi, esegue anche schiariture e cover up. Spiegherebbe, a chi non lo sa, di cosa si tratta?
In realtà, le “schiariture” vere e proprie non esistono: se un tatuaggio è nero, è difficile schiarirlo. Ci occupiamo però di cover up, ovvero la copertura di un tatuaggio che non si vuole più. Si realizza un nuovo disegno, più grande e ben colorato, che riesce a coprire completamente quello vecchio.




