L’Intelligenza Artificiale, una delle più grandi rivoluzioni del nostro tempo, fa sempre più parte della nostra vita ed è capace di trasformare il modo in cui interagiamo e interpretiamo la realtà. Sta letteralmente rivoluzionando le nostre vite. Ne parliamo con il dott. Giovanni Spina medico psicoterapeuta.
Il rapido sviluppo dell’Intelligenza Artificiale sta ormai diventando la quotidianità. Non pensiamo più, non ci poniamo più domande, deleghiamo tutto a una macchina. Cosa accade?
Si può delegare a computer, grazie alla loro velocità e capacità, compiti in vari ambiti come quello industriale e del business (lo utilizzano Uber, Mac Donald, Tesla, Nike, Sephora Amazon), nel settore finanziario, nel mercato del lavoro, per giocare a scacchi, per tradurre testi. In medicina può rivelarsi utile nel raccogliere i sintomi e la storia clinica, per fare diagnosi. Si potrebbe pensare che tutto possiamo risolvere con l’IA, ma esiste una lunga lista di esclusiva competenza degli esseri umani che non può essere delegata ad una macchina. L’intelligenza dell‘essere umano è emotiva, è fatta di emozioni, di nostalgie. Una società che delega il pensiero a una macchina è una società che rinuncia alla propria autonomia, all’ autonomia nel ragionamento ha un impatto negativo sul pensiero critico e sulla creatività.
Questa tecnologia è in grado di sostituire la figura dello psicoterapeuta?
Siamo ben lontani da poter offrire un servizio psicologico adeguato tramite l’intelligenza artificiale perché non ha, come l’intelligenza umana, la capacità di esplorare il vissuto della persona: un territorio ignoto alla stessa persona! L’Intelligenza Artificiale non sostituisce lo psicoterapeuta. Durante una seduta di psicoterapia serve l’anima e nessuna macchina potrà mai creare l’anima. La relazione tra terapeuta e paziente è un elemento fondamentale della psicoterapia, basata su un’alleanza terapeutica di fiducia, empatia e collaborazione, relazione insostituibile. Il terapeuta fornisce l’ambiente sicuro, la competenza e il supporto per esplorare pensieri e sentimenti, il paziente è l’esperto del proprio vissuto. La terapia è un processo condiviso e rispettoso in cui terapeuta e paziente lavorano insieme per stabilire obiettivi e raggiungere il cambiamento desiderato. L’AI può fornire consigli, ma non può sostituire la relazione terapeutica, che si fonda su un codice deontologico, un’identità professionale su un modello che il terapeuta trasmette al paziente.
Perché, allora, un paziente sceglierebbe di affidarsi all’AI piuttosto che a un terapeuta?
Spesso ci si nasconde la necessità di avere bisogno di aiuto psicologico, per vergogna o per paura di rivelare una fragilità. Il bisogno di risposte immediate e rassicuranti, senza affrontare il percorso di crescita e introspezione che la terapia richiede. La psicoterapia, infatti, non è la rapidità delle risposte, bensì il valore del tempo, delle pause e delle assenze necessarie alla riflessione e alla crescita personale.
L’uso dell’Intelligenza Artificiale può fare del male alla salute mentale?
Le macchine non hanno coscienza, non provano affetto, sono strumenti. L’IA può facilitare un lavoro, può collaborare ma non può competere con l’essere umano. Compito dello psicoterapeuta è allenare alla relazione. Egli sa come fare ‘succedere’ la relazione terapeutica, lavora con emozioni e sentimenti. È un tipo di lavoro che l’AI, lavorando su dati precedentemente assunti, non potrà mai sostituire.
Contatti: Dott. Giovanni Spina Medico Psicoterapeuta
Sito Internet www.giovannispinapsicoterapeuta.it
Email: spinagiovanni1949@gmail.com
Cell. 3334080483.

