Nel giorno di avvio del nuovo anno pastorale, il 15 ottobre scorso, la comunità di San Lorenzo Martire a Pianura ha vissuto un momento di grande festa e partecipazione: i locali del nuovo oratorio hanno finalmente preso forma, aprendo le porte a un futuro di accoglienza, fede e condivisione i nuovi locali dell’oratorio salesiano san Domenico Savio
La celebrazione è iniziata con la Santa Messa, presieduta dal Vescovo di Pozzuoli e di Ischia, monsignor Carlo Villano, alla presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice e di una loro delegazione, del presidente della IX Municipalità Andrea Saggiomo e dell’assessore allo Sport, Marco Lanzaro. Un momento intenso di preghiera e di comunità, che ha segnato simbolicamente l’inizio di una nuova stagione pastorale e sociale per il quartiere.

Al termine della celebrazione, monsignor Villano ha benedetto i nuovi spazi dell’oratorio, definendoli: “Un segno concreto di speranza e di vicinanza della Chiesa ai giovani”. L’oratorio, infatti, nasce come luogo di incontro e di crescita, aperto non solo ai ragazzi ma a tutta la comunità, per offrire opportunità di gioco, formazione e fraternità. Durante l’omelia, il Vescovo ha ricordato che la bellezza di essere Chiesa è camminare insieme, sottolineando come l’inaugurazione di questi ambienti rappresenti pienamente lo spirito del cammino sinodale: un percorso condiviso dove ognuno trova spazio e accoglienza. “L’oratorio – ha sottolineato monsignor Villano – è casa per tutti. Qui nessuno è escluso: ogni giovane potrà sentirsi accolto, ascoltato e valorizzato”.
I nuovi locali sono stati completamente rinnovati e arricchiti di spazi moderni e funzionali: una sala giochi, una game room, due spogliatoi (uno per uomini e uno per donne), un ampio open space per le attività comunitarie e tante altre aree pensate per lo sport, la musica e la formazione e tanto altro ancora. Per don Enzo Cimarelli, parroco della parrocchia san Lorenzo martire, si tratta di una grande opportunità per i giovani di Pianura: “Questo oratorio è un dono per il quartiere. È un luogo dove i ragazzi possono crescere insieme, divertirsi in modo sano, scoprire i propri talenti e sentirsi parte viva della comunità. È il segno che, quando si lavora insieme, la speranza prende forma concreta”.
Ma l’oratorio non è solo un luogo fisico: è una settimana piena di vita e iniziative. Il lunedì e il venerdì sono dedicati allo sport, con corsi e partite di calcio e pallavolo, per promuovere il gioco di squadra e la socialità. Il martedì e il giovedì, invece, si apre il “cortile aperto”, un momento in cui le porte dell’oratorio restano spalancate per accogliere tutti: bambini, adolescenti e famiglie possono entrare liberamente, giocare, chiacchierare e condividere tempo insieme. Il mercoledì è il giorno del work in group, un laboratorio di confronto e crescita personale, mentre il sabato è riservato ai laboratori ludici e creativi, dove i ragazzi possono sperimentare i propri talenti scegliendo tra cucina, arti creative, ballo, chitarra, teatro e giornalino. La domenica, dopo la Santa Messa, l’appuntamento è di nuovo in oratorio: un momento di fraternità, gioco e incontro per tutta la comunità
La forza della collaborazione.
A tre anni dalla nascita del Patto Educativo per Napoli, lanciato dall’arcivescovo don Mimmo Battaglia per contrastare la devianza giovanile, il progetto comincia a tradursi in azioni concrete nei quartieri di Soccavo e Pianura.
La rete educativa cittadina, dopo una lunga fase di sperimentazione, si sta rafforzando con la creazione dei coordinamenti territoriali, spazi di confronto tra scuole, istituzioni, parrocchie e realtà del terzo settore. Tra i protagonisti c’è la Diocesi di Pozzuoli, rappresentata da don Enzo Cimarelli, impegnato nel promuovere un modello di comunità fondato su ascolto e corresponsabilità. “Il vero cambiamento nasce solo se si cammina insieme – spiega don Enzo –. Il Patto Educativo ci aiuta a superare diffidenze e ostacoli, mettendo al centro i ragazzi e i loro bisogni. La collaborazione non è solo una parola, ma un modo concreto di servire il territorio”.
I segnali di questa rinascita si vedono già. A Pianura, la parrocchia San Lorenzo Martire ha ospitato gli studenti della Scuola Ferdinando Russo, che a causa dei lavori di ristrutturazione non potevano frequentare le aule.Nei locali parrocchiali si tengono ogni giorno le lezioni della sezione musicale, mentre i campi sportivi vengono utilizzati per le ore di educazione motoria. Per la dirigente Antonella Portarapillo, dell’Istituto Comprensivo Ferdinando Russo, “si tratta di un esempio concreto di sinergia tra scuola e territorio”. Ricorda anche l’importanza del protocollo “Generazione Futura”, firmato nel 2022 da Ministero dell’Istruzione, Regione, Prefettura, Comune e Arcidiocesi. “L’accoglienza dei nostri studenti e la concessione degli spazi sportivi – spiega – mostrano cosa significa fare rete. È un modo per dare continuità alla scuola e offrire ai ragazzi punti di riferimento anche fuori dalle aule”.
A Soccavo, la scuola “Pirandello” ha messo a disposizione la propria palestra due volte a settimana per i giovani dell’oratorio salesiano San Domenico Savio APS, garantendo loro un luogo sicuro dove praticare sport, anche per i ragazzi con disabilità. “La rete nata tra scuole, enti locali e oratori – sottolinea la dirigente Annamaria Guardiano, dell’Istituto Scherillo-Pirandello-Svevo – consente di proporre attività sportive e culturali che rafforzano il senso di comunità. È un modo per prevenire la dispersione scolastica e favorire relazioni sane tra i ragazzi”.
Un altro esempio arriva dal 33° Circolo Didattico Risorgimento, sempre a Soccavo, che ha avviato una collaborazione con la parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. La scuola concede l’uso degli spazi esterni per il parcheggio parrocchiale nei giorni festivi, mentre la parrocchia apre i locali dell’oratorio per attività scolastiche mattutine. “Vogliamo rendere concreto il Patto Educativo di comunità – spiega la dirigente Valeria Limongelli – rafforzando il legame tra scuola, famiglia e territorio. Offrire esperienze educative anche fuori dall’aula è fondamentale per la crescita dei nostri studenti. Solo così si costruiscono buone pratiche inclusive e durature”. Don Enzo Cimarelli guarda con speranza ai prossimi passi: “Queste collaborazioni sono segni di speranza per Napoli. Stiamo ricostruendo una rete educativa fatta di relazioni, fiducia e servizio. È da qui che può partire un futuro in cui nessun giovane resti indietro”.



