CENNI STORICI DELLE ORIGINI DELLA TORRE DEI FRANCHI

Partendo dalla veduta del Baratta, del 1629 si nota come Soccavo, di cui ancora non si conosceva toponimo, fosse diviso in due insediamenti, Torre dei Franchi ed un insieme di case poste nella zona della parrocchia dei SS. Pietro e Paolo.

 

La pianta del Duca di Noia del 1775 evidenzia una serie di masserie e poderi nella zona della suddetta chiesa e della torre di Franco o dei Franchi, si legge inoltre un tracciato viario coincidente

con Via Monti e Via Vicinale Torre Franco. Torre dei Franchi è pertanto una delle evidenze storiche di Soccavo che l’incuria e il degrado hanno portato alle attuali condizioni.

 

Ripercorrendo la sua storia attraverso le ricerche effettuate tra il 1996/99 dal Gruppo Archeologico Napoletano, si evince che attorno al monumento sono fioriti nei secoli leggende e interpretazioni di vario genere, una delle quali fa risalire la costituzione al popolo dei Franchi. Molto probabilmente essa va collegata alla Famiglia De Franco di cui si hanno notizie a Soccavo dalla seconda metà del 400.

 

Tale motivazione la si deve molto probabilmente al fatto che in quel periodo Soccavo era noto per le cave di tufo e di piperno gestite sia da capimastri napoletani che da esponenti delle famiglie De Siano e Di Franco, per cui la torre potrebbe essere stata costruita proprio per controllare le vie di accesso alle cave. La Famiglia Di Franco, per tutto il ‘500, acquistò terre a Soccavo, eresse anche una cappella dedicata a San Nicola di Bari, simbolo della sua ascesa sociale.

 

Non ci è dato sapere in che periodo i Di Franco cedessero la proprietà della torre, è certo che però nel 1731 nella cappella di San Nicola non si celebrava più messa e nel 1896 gli eredi rinunciarono al diritto di patronato della cappella di San Nicola. La Torre, usata come abitazione fino al terremoto del 11 novembre 1980, è divenuta inagibile, anche per le innumerevoli modifiche apportate dai proprietari per l’uso diverso dalle abitazioni. Modifiche ai prospetti e alle strutture dei solai nonché agli ingressi dei vari piani hanno compromesso la staticità della torre. Sui prospetti ovest ed est si vedono chiaramente gli scempi che hanno mortificato la bellezza e l’integrità di una struttura solidissima, che ha resistito al tempo ma non alla azione vandalica degli occupanti.

 



Oggi, dopo il parziale crollo del prospetto sud, la torre è a forte rischio di crollo totale con grave pericolo per l’incolumità di chi abita i fabbricati limitrofi oltre che per la perdita di una evidenza storica del nostro territorio. Per approfondimenti, schede tecniche e bibliografiche, rifarsi al testo “Soccavo masserie proprietari e contadini in un casale napoletano” a cura del Gruppo Archeologico Napoletano in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta e del Comune di Napoli Assessorato all’Identita’.

 

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