TRIBALI, WATERCOLOR, REALISTICI, TRADITIONAL I TATUAGGI SPETTACOLARI DI GENNY ESPOSITO (FOTO)

di Tommy Totaro

 

Tribali, watercolor, realistici, traditional… Secondo Vince Hemingson: “Se il corpo è un tempio, i tatuaggi sono le sue vetrate”. E, in effetti, di opere d’arte spettacolari e luminosissime Genny Esposito, deus ex machina del Bull Tattoo Studio di via Epomeo, ne ha realizzate tante e di tutti i colori, come racconta in questa intervista esclusiva per i lettori di Soccavo magazine.

 

Genny, come e quando ti sei avvicinato al mondo dei tattoo?

Nel 1990. Avevo 15 anni e poca voglia di studiare. In compenso disegnavo tanto. Ricordo ancora con affetto il mio carissimo amico-prof di educazione artistica, che un giorno guardandomi disegnare disse: “Fai della tua passione ciò che vuoi veramente”. Da lì capii che la carta non mi soddisfaceva più, quindi, spinto da una forte passione, decisi di trasferire la mia arte da materiale inerte a una tela molto pregiata: “il corpo umano”.

Sei specializzato in uno stile in particolare?
No. Mi reputo un ” freestyle” ed essendo vecchia scuola, sono versatile… mi cimento con qualsiasi stile mi venga richiesto, anche se mi appassiona molto l’orientale.

Il tatuaggio più strano che ti è stato commissionato?
Sono due e li ricordo anche a distanza di tanti anni, più che altro, per la “posizione”. Un cliente si fece tatuare lo stemma di famiglia tutto sul pube, arrivando ai genitali, mentre, una cliente decise di farsi tatuare una stella sull’ano. Posti molto strani e per questo indimenticabili.

E quello che hai impiegato più tempo per realizzare?
È durato 9 ore e l’ho fatto in una sola seduta. Si trattava di un braccio intero… il cliente aveva un’alta soglia di sopportazione.

C’è un genere che va di più in questo periodo?

Sì. Per gli uomini, lo stile realistico e quello tema animali, che ricoprono notevoli superfici del corpo: tatuaggi simbolo di grande forza e potere. Le donne, invece, preferiscono tattoo in genere piccoli, a volte persino nascosti, ma non mancano fiori, cuori e scritte… frasi spesso accompagnate da raffigurazioni.


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Quali sono quelli che, di solito, ti danno più soddisfazione?
Se parliamo di tatuaggi, quelli grandi senza limite di spazio e misura. Se ci riferiamo, invece, ai clienti, preferisco quelli che mi indicano solo lo stile che desiderano, dandomi poi carta bianca su disegni e misure, ma soprattutto, dandomi Fiducia.

 

 

Hai mai sconsigliato a qualcuno di fare un tattoo? E se sì, per quale motivo?
Certo, mi capita spesso. Noi tatuatori abbiamo un’etica da rispettare, ed io lo faccio sempre. Ricordo un ragazzo molto giovane, che mi chiese un tatuaggio sulla parte sinistra del volto. Dopo una lunga, anzi, lunghissima chiacchierata, lo convinsi a non farlo. Oggi è un padre di famiglia e non molto tempo fa è tornato allo studio per ringraziarmi dei consigli che diedi allora. Questa per me è una soddisfazione, più grande di qualsiasi guadagno.

Cosa accade prima di iniziare un tatuaggio?
Viene dato al cliente il consenso informato, che riporta la procedura del tattoo o del piercing, note sulle condizioni di salute del cliente stesso e l’informativa sul trattamento dei dati personali.


Col tuo lavoro, ne avrai viste e sentite di tutti i colori. Ricordi qualche aneddoto in particolare?
Ne avrei tantissimi da raccontare. Comunque, uno dei più particolari riguarda un cliente che mi chiese di tatuare il nome della fidanzata a caratteri cubitali. Ovviamente, glielo sconsigliai, ma lui era straconvinto. Mentre lo tatuavo, io ed un suo amico lo prendavamo in giro ripetendogli in continuazione: “E se ti lascia?”. Lui rispose che era un gesto d’more e che per quella stessa sera aveva organizzato una cena romantica durante la quale avrebbe fatto una sorpresa alla ragazza con questo mega tatuaggio e un anello, per chiederle di sposarlo. Il giorno dopo me lo ritrovai allo studio con una faccia sconvolta e mi confessò: “Ieri sera non ho avuto nemmeno il tempo di farle vedere il tatuaggio,  che mi ha lasciato!”.

Nel tuo studio, oltre a realizzare splendidi tatuaggi, esegui anche schiariture e cover up. Spiegheresti, a chi non lo sa, di cosa si tratta?

La schiaritura viene eseguita con un macchinario chiamato elettrodermografo, che agisce sulla saturazione della pelle. Viene fatta su quei tatuaggi dove non c’è possibilità di copertura perché sono vere e proprie macchie, quindi, con questo macchinario abbiamo la possibilità di rimuovere il vecchio per poi procedere con la cover up di un nuovo tatuaggio sulla pelle pulita.

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