Intervista a Valeria Limongelli, dirigente del Circolo Didattico Statale 33° Risorgimento di Soccavo

di Tommy Totaro

 

La scuola, rappresenta da sempre un punto di riferimento fondamentale per la crescita e il futuro di ognuno di noi. Un cardine, negli ultimi tempi, messo decisamente sotto sforzo dall’arrivo del Covid 19, ma che seppur tra tante difficoltà, cerca di perseguire, comunque, i propri obiettivi. Com’è, al momento, la situazione nel nostro quartiere?

Ne parliamo con la Dottoressa Valeria Limongelli, che dall’anno scolastico 2013/2014 dirige il Circolo Didattico Statale 33° Risorgimento di Soccavo.

 

Dottoressa Limongelli, quante classi conta attualmente il 33° Circolo Didattico? E quanti bambini iscritti?

Trentatré classi di scuola primaria e nove di scuola dell’infanzia con un totale di circa 900 alunni.

 

Come procedono le attività causa Covid?

Durante il lockdown  di febbraio 2020 la scuola italiana, e quindi anche la nostra, ha dovuto affrontare un’emergenza educativa imprevista, alla quale ha fatto fronte con volontà e determinazione, con poca competenza specifica e mancanza di sussidi da parte degli alunni. Ci si è impegnati per garantire la DAD o, quantomeno, per non perdere alcun bambino con gli strumenti che avevamo a disposizione: piattaforma Edmodo, Whatsapp, videochiamate, telefono, collaborazione dei genitori rappresentanti di classe.  A partire  dal mese di giugno, il Collegio dei docenti ha iniziato a formarsi sull’uso della piattaforma Microsoft Teams, di cui la scuola si è dotata, e sulla Didattica a Distanza, così da essere pronti nel caso di un nuovo lockdown. Tale formazione, rivelatasi preziosa quando a settembre siamo stati costretti ad interrompere nuovamente le attività didattiche in presenza, è continuata durante i mesi successivi per affinare le metodologie specifiche di insegnamento-apprendimento a distanza.

Grazie agli interventi statali siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste di dispositivi informatici che ci sono giunte dalle famiglie dei nostri alunni che ne erano sprovvisti e ciò ha permesso ai docenti di seguire meglio tutti i ragazzi, compresi gli alunni diversamente abili, che seguono la programmazione di classe con l’ausilio del docente di sostegno.

 

Quali sono le principali difficoltà incontrate in questo periodo da Lei, dai docenti e dai ragazzi?

Nei periodi di interruzione delle attività in presenza, la situazione era ben più difficile  per i tanti alunni speciali che per le loro difficoltà non riescono ad interagire col docente a distanza e necessitano di un lavoro dedicato in presenza. Per quanto i docenti potessero fare, ci rendevamo conto che per loro la DAD non poteva funzionare. Per questo motivo abbiamo accolto con favore l’Ordinanza n.82 del 20 ottobre 2020 con cui il Presidente De Luca dava agli alunni diversamente abili la possibilità di venire a scuola. Il gruppo dei docenti di sostegno ha provveduto velocemente a stilare un progetto che prevedeva una giusta alternanza di momenti di lavoro individualizzato e momenti in collegamento con la classe di appartenenza. L’adesione è stata elevata e la gioia dei bambini, che finalmente ritrovavano i loro docenti, i loro impegni e gli ambienti scolastici, era palpabile.

 

Cosa cambierebbe, se possibile?

Non so se si sarebbe potuto fare diversamente, ma di certo non è stato semplice organizzare la scuola sulla base di DPCM o Ordinanze che arrivavano anche in tarda serata e decretavano la chiusura o l’apertura (semmai di alcune classi, ma non di altre) a partire dal giorno successivo. Non so quante volte abbiamo dovuto rifare l’orario dei docenti, avendo a disposizione poche ore.

 

I genitori, cosa le chiedono in particolare?

I genitori, pur riconoscendo che la scuola ha posto in essere tutte le misure di contenimento del contagio da Covid-Sars 19, hanno evidenziato le loro preoccupazioni quando le classi sono ritornate in presenza e alcuni avrebbero preferito continuare in DAD.

 

Come saprà, in una scuola di Fuorigrotta, qualche giorno fa, sono emersi vari contagiati, tra alunni ed insegnanti. Cosa ne pensa? Teme anche per i suoi ragazzi?

È chiaro che la situazione epidemiologica non consente ancora di rilassarci e richiede la giusta preoccupazione e attenzione da parte mia, ma al momento tutti i casi di positività che si sono registrati sono derivati da contagi esterni e non c’è stata diffusione all’interno della scuola.

 

Attualmente, al 33° Circolo ci sono progetti in atto o è stato tutto rimandato a tempi migliori?

In questo momento non ci sono progetti extracurricolari in atto, ma non escludiamo l’ipotesi di poterne attuare, semmai in primavera, sempre che ci siano tutte le condizioni per garantire la massima sicurezza degli alunni e dei docenti.

 

Qual è, secondo Lei, il fiore all’occhiello del suo istituto?

Sicuramente la capacità di fare squadra, di vivere tutti (personale ATA, docenti e genitori) un forte senso di appartenenza, che si traducono nella volontà di fare di più e meglio.

 

Se potesse chiedere al “genio della lampada” di realizzare tre desideri, su quali punterebbe?

Il recupero di un orizzonte valoriale che non metta al primo posto il potere e il denaro; Migliori condizioni di vita per i poveri del mondo ai quali sono negati quelli che noi consideriamo diritti inalienabili della persona; Maggiore rispetto per il Creato: uomini e donne, animali, piante, aria….

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