La basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta ospiterà da sabato 5 dicembre fino al 19 aprile 2026 la mostra: “Joan Miró: per poi arrivare all’anima”, prodotta e organizzata da Navigare srl e curata da Achille Bonito Oliva con Vittoria Mainoldi. Protagonista dell’esposizione è la poetica del pittore catalano che, attraverso oltre 100 opere – quasi tutte litografie – provenienti da collezioni private, traccia il significato dell’arte per Miró: un’arte fatta di sperimentazioni, di continua ricerca, di connubio tra parola e immagine, tra arte visiva e letteratura, in un universo in cui la parola diventa plastica, si rende forma, segno e colore. Tra le opere esposte, le tavole che accompagnano i volumi I e II del catalogo ragionato delle sue litografie, alcune copertine di LP disegnate dall’artista, e la personale interpretazione del personaggio teatrale Ubu Roi creato nel 1896 da Alfred Jarry, padre della Patafisica, con alcune litografie originali a colori (1966) e una serie di riproduzioni “after” di litografie (Ed. Seat, 1987) intitolate Enfance d’Ubu, sempre ispirate alla trilogia scritta da Jarry. Di grande suggestione, infine, anche la raccolta di opere dedicate a soggetti ricorrenti nell’arte di Miró: la figura femminile, il mondo della natura, in particolare degli uccelli, e i famosi “Personnages”, figure ibride, immaginarie, collegate ad un’idea di universo e di natura primordiale.
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